La potenza espressiva della grecità, ovvero Cassandra, in te dormiva un sogno

ARTICOLO DI Francesca Fiaccola - 5 Dicembre 2020

La regia di Daniele Salvo sembra voler attirare lo spettatore nel senso più profondo della grecità, non austera e polverosa com’è conosciuta ai più, ma consapevole di come la miseria della vita umana possa essere radicale. C’è sicuramente la solennità tipica dell’immaginario tradizionale, che, come spesso accade quando ci si approccia alla Grecia antica può correre il rischio di diventare lirismo, ma è evidente la ricerca di un sentimento estatico nell’uso del movimento durante le scene meno descrittive e più immaginifiche, tra le quali rientra anche il finale, con una Cassandra spogliata del superfluo per attingere al suo inconscio.


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Daniele Salvo | Regista Teatrale | Attore